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PER NON DIMENTICARE

TRAGEDIA NEL MONDO DEL CICLISMO:CHIARA PIEROBON MUORE A 22 ANNI

SANTA MARIA DI SALA - Tragedia nel mondo del ciclismo. Chiara Pierobon, 22 anni, di Santa Maria di Sala è morta all’ospedale di Ingolstadt dove era stata ricoverata dopo un malore che l'aveva colpita mentre era in viaggio per partecipare ad una prova di Coppa del Mondo.Nel comunicato della società ciclistica Fassa Bortolo, si fa riferimento a una possibile embolia polmonare come causa del decesso.

 Nata il 21 gennaio 1993 a Mirano (Venezia), Pierobon si era messa in luce vincendo il Campionato Italiano su strada nel 2006, i titoli italiani della corsa a punti e della velocità nel 2007. Nella scorsa stagione era stata convocata dal Ct Edoardo Salvoldi nella nazionale per i Mondiali di Ponferrada. Sabato prossimo avrebbe dovuto partecipare con la maglia azzurra alla prova in linea del Campionato Europeo a Tartu, in Estonia. Il presidente Renato Di Rocco ha espresso la sua vicinanza ai familiari e alla Top Girls Fassa Bortolo

Il ministro Lorenzin: "I risparmi della Sanità andranno allo Stato"

ROMA. «In Italia spendiamo moltissimi soldi in un eccesso di diagnostica che non serve a niente e poi non ci sono le risorse per fare prevenzione: nel nostro Paese si spende meno del 2% in prevenzione, che è una cifra ridicola». Lo sottolinea il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenendo a Unomattina. «Credo - afferma il ministro - che dovremmo invece puntare su grandi screening di massa. Dobbiamo cioè tagliare gli sprechi e investire in questo campo, perchè è qui che si salva la vita delle persone».

I risparmi derivanti dalla sanità, dopo l'approvazione di ieri del dl Enti locali, «in questa prima parte sono stati dati allo Stato». Lo afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a Unomattina. «Il Patto per la salute - spiega - aveva un suo fulcro: tutti i risparmi fatti in sanità vanno reinvestiti in sanità. Ma ciò - sottolinea - non succederà in questo dl, perchè in questa prima parte i risparmi sono stati dati allo Stato». Ma «d'ora in poi - assicura - tutto ciò che viene risparmiato in sanità rimarrà alla sanità».


L'artigiano strozzato dal fisco paga più di quanto guadagna


Quarant'anni, apre l'attività che ama, nel settore elettromeccanico, a inizio 2013. Per il 2014, dichiara di aver guadagnato 74.964 euro. Ricco, penseranno in molti. E, invece, è rovinato. Già, perché per arrivare a pagare tutti i balzelli richiesti in base al guadagno, ha dovuto entrare in banca e strozzarsi con un prestito. E c'è mancato pochissimo che il commercialista, nel comunicargli la cifra da versare, dovesse allertare il 118, considerati i sintomi da malore accusati dall'artigiano. E c'è pure chi sta peggio di lui: gente che il prestito l'ha chiesto gli anni scorsi e quindi se lo vede negare quest'anno dalla banca, dovendo così, giocoforza, ricorrere a finanziarie o allo strozzinaggio

Ma ecco i conti. Il reddito lordo dichiarato, dunque, è di 74.964 euro. Con gli oneri deducibili si scende a 73.600. Su quanto dichiarato, da pagare ad agosto ci sono 24.639 euro di Irpef a saldo, l'addizionale regionale a saldo per 1179 euro, l'addizionale comunale a saldo per 589 euro. Ma anche l'Irap a saldo per 2591 euro. Non dimentichiamo, poi, i contributi (Inps) a saldo per 13.487 euro. E, in più, sempre da saldare ad agosto ci sono 9855 euro di acconto Irpef. Più il primo acconto per l'addizionale comunale di 177 euro, il primo acconto Irap di 1036 euro e il primo acconto di contributi di 6873 euro. Totale da versare in estate: 60.427 euro.

Finito? No, ci sono le scadenze di novembre, sempre in base a quanto dichiarato dal contribuente. Che tra secondo acconto Irpef di 14.783 euro, secondo acconto Irap di 1554 euro e secondo acconto contributi per 6873 a novembre dovrà versare 23.211 euro. Il totale complessivo da pagare da qui a fine anno è dunque di 83.700 , appunto a fronte di 74.964 di reddito lordo dichiarato.

Nessuna invidia per Mario, ma nemmeno per il suo commercialista di Lodi, Massimo Codari, che ha dovuto comunicargli i conteggi: «Ho avuto serie difficoltà e, sinceramente, anche un po' d'imbarazzo. Le aliquote in vigore attualmente sono veramente inique, altissime, insostenibili. Il fatto è che di solito ci citano le aliquote separatamente. E allora si potrebbe anche pensare che si tratti di dati accettabili. Ma noi dobbiamo guardare i dati aggregati. E lì che si palesa l'insostenibilità di quanto sta accadendo. E di casi simili ce sono sempre di più di anno in anno E non è neanche vero che le tasse ammazzano solo dopo il primo anno di attività».

E non è la sola mannaia che pende sulla testa di un imprenditore onesto. Perché poi ci sono le fatture emesse ma non saldate. La soluzione, in questo caso, spesso non la dà nemmeno il decreto ingiuntivo, che, di prassi, avvisa preventivamente più e più volte il debitore che si sta andando a metter mano al suo patrimonio consentendogli, così, di mettere, tranquillamente, tutto al riparo per tempo, lasciando l'imprenditore a bocca asciutta.

Un inferno, dunque. Al punto che è inutile raccontare ogni anno di tante nuove start up . Magari sarebbe meglio contare quanti imprenditori chiudono precipitosamente dopo uno, due, tre anni, appena si accorgono che il lavoro non solo non consente loro di vivere ma, anzi, li sta facendo indebitare anno dopo anno trascinando nel baratro anche i loro cari.

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